“La memoria è un essere capriccioso e bizzarro, paragonabile a una giovane ragazza”

a cura di Ilaria Bignotti e Jonathan Molinari

Opere di:

Silvia Infranco, Sophie Ko, João Louro, Giulio Malinverni, Lorenzo Passi, Maurizio Pellegrin, Quayola, Verónica Vázquez

Opening: sabato 4 settembre 2021, dalle ore 18

Dal 4 settembre al 13 novembre 2021

Apre a settembre, negli spazi di Marignana Arte, una mostra collettiva con opere di otto artisti della

la lente del pensiero

filosofico e con un peculiare “cannocchiale ottico”, quello della memoria.

Un tema affascinante e trasversale che da sempre incita la ricerca creativa e la pone in dialogo sia

con le persistenze della tradizione e del passato, sia con quella dimensione più intima, privata, segreta potremmo dire, che custodisce e costruisce l’identità umana e creativa di ciascun artista: esperienze personali, ricordi infantili, tappe della vita vissuta si mescolano e “impastano” nella materia e nella forma delle opere esposte, molte delle quali inedite e appositamente realizzate, in una successione di suggestioni e affondi nella dimensione profonda della mente, che a volte affiora in superficie.

È proprio la contaminazione tra una memoria intesa come bagaglio linguistico e culturale e una memoria intesa come esperienza di vita unica, personalissima e quindi inimitabile, a costituire la trama concettuale lungo la quale saranno messe in dialogo le opere, in una rete di pensieri e parole,

stanca di ingannarci, commenta Jonathan Molinari, co-curatore del percorso espositivo, che scrive:

“il progetto di questa mostra parte da questa consapevolezza terribile: non so davvero cosa ho vissuto, né come individuo, né come componente di un’identità collettiva, ma riesco soltanto a sapere che tutto quello che so è solo un capriccioso e bizzarro scherzo di questa giovane ragazza, la memoria”.

La riflessione di Schopenhauer diventa così traccia lungo la quale gli otto artisti sono stati sollecitati a pensare e sviluppare il loro progetto in mostra, lasciando venire in superficie, e tradurre in opera, il leggero e mutevole velo della memoria e dei ricordi.
Per evidenziare ulteriormente tale processo creativo, a ciascuno di loro è stato chiesto di scegliere, e prestare in esposizione, uno o più oggetti realmente appartenuti alla loro storia individuale e “segreta”: in mostra, infatti, assieme alle loro opere, sarà esposto un piccolo “tesoro” personale e intimo, fatto di fotografie, vestiti e altri misteriosi oggetti che per ciascun artista costituiscono una sorta di album narrativo ed evocativo della loro storia e memoria. Oggetti che in mostra avranno, da un lato, un valore e un effetto perturbante, capace di riattivare, nella contaminazione con le opere, una rete di immagini e di relazioni inedite, dall’altro di stimolare anche nel visitatore un racconto che si intesse della memoria condivisa e sognata, individuale e collettiva, stringendo così in modo evocativo ed empatico lo sguardo del pubblico con quello degli artisti. Una mostra, dunque, che come la memoria è capricciosa e bizzarra: viaggio aperto alle infinite possibilità del ricordo e della visione.

 

 

curated by Ilaria Bignotti and Jonathan Molinari

Artworks by:Silvia Infranco, Sophie Ko, João Louro, Giulio Malinverni, Lorenzo Passi, Maurizio Pellegrin, Quayola, Verónica Vázquez

Opening: Saturday 4 September 2021, from 6pmFrom 4 September to 13 November 2021

A fascinating and transversal theme that has always stimulated creative research and placed it in dialogue both with the persistence of tradition and the past, and with that more intimate, private, secret dimension, we might say, that guards and builds the human and creative identity of each artist: personal experiences, childhood memories, stages of life lived are mixed and “kneaded” in the material and form of the works on display, many of which are new and specially made, in a succession of suggestions and insights into the deep dimension of the mind, which sometimes emerges on the surface. It is precisely the contamination between a memory understood as linguistic and cultural baggage and a memory understood as a unique, very personal and therefore inimitable life experience that constitutes the conceptual weave along which the works will be placed in dialogue, in a network of thoughts and words that is tired of deceiving us,” comments Jonathan Molinari, co-curator of the exhibition, who writes: “the project of this exhibition starts from this terrible awareness: I don’t really know what I have experienced, neither as an individual nor as a component of a collective identity, but I can only know that all I know is just a capricious and bizarre joke of this young girl, the memory”. Schopenhauer’s reflection thus becomes a trace along which the eight artists were prompted to think and develop their project in the exhibition, letting the light and changing veil of memory and memories come to the surface and translate it into work. To further emphasise this creative process, each of them was asked to choose and exhibit one or more objects that really belonged to their individual and “secret” history: in fact, together with their works, a small personal and intimate “treasure” will be on display, made up of photographs, clothes and other mysterious objects that for each artist constitute a sort of narrative and evocative album of their history and memory. Objects that in the exhibition will have, on the one hand, a perturbing value and effect, capable of reactivating, in the contamination with the works, a network of images and unprecedented relationships, and on the other hand, of stimulating in the visitor a story that is interwoven with the shared and dreamed memory, individual and collective, thus evocatively and empathetically linking the public’s gaze with that of the artists. An exhibition, therefore, that like memory is capricious and bizarre: a journey open to the infinite possibilities of memory and vision.